Il Museo di Grotta Paglicci continua a rappresentare uno dei paradossi più cocenti della valorizzazione culturale nel territorio garganico. C’è grande fermento per il destino di uno dei siti archeologici più importanti d’Europa, un vero e proprio tesoro nascosto che custodisce testimonianze straordinarie della preistoria, ma la strada verso una fruizione stabile e trasparente appare ancora densa di ombre.
Situata nel territorio di Rignano Garganico, Grotta Paglicci rappresenta una pietra miliare per la storia dell’umanità. Al suo interno la stratigrafia restituisce una sequenza cronologica eccezionale, con una datazione che va dai 500.000 agli 11.000 anni fa, attraversando interamente il Paleolitico inferiore, il Paleolitico medio e il Paleolitico superiore. Tra i tesori celati in questo scrigno figurano reperti di inestimabile valore come pitture rupestri, manufatti in osso e selce, le famose sepolture paleolitiche che offrono uno spaccato unico sui riti e la vita delle popolazioni preistoriche, oltre a testimonianze fossili e tracce delle faune che popolavano il Gargano millenni fa.
Eppure, la storia recente della struttura museale è segnata da lunghe battute d’arresto. Negli ultimi dieci anni, infatti, il museo è rimasto aperto per un solo anno. La struttura era stata inaugurata qualche anno fa, ma subito dopo è stata richiusa per consentire l’avvio di nuovi lavori di ristrutturazione proprio quando i cantieri e gli interventi erano appenaterminati, lasciando amareggiata la comunità locale e gli studiosi.
A rendere il quadro ancora più incerto si aggiunge il nodo irrisolto del patrimonio da esporre. Ad oggi, infatti, non si sa ancora se arriveranno tutti i reperti, solo una parte di essi o soltanto qualcuno. Purtroppo, allo stato attuale, non siamo in grado di sapere con precisione che cosa sarà effettivamente esposto in questo museo e quando avverrà la vera inaugurazione.
Se si ama l’archeologia e la storia, la speranza resta quella di una svolta definitiva che restituisca dignità e visibilità a un sito che non ha eguali in Europa. Ma affinché il Parco Nazionale del Gargano e la Puglia interna possano contare su questo volano turistico e culturale, servono risposte chiare, trasparenza sui tempi e certezza sul ritorno dei reperti a casa.
Sarà difficile altrimenti dimostrare che tanti milioni di euro sono stati spesi senza produrre risultati.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
