C’è una risorsa che più di ogni altra definisce l’identità e la sopravvivenza del territorio pugliese: l’acqua. Tuttavia, quando la gestione di un bene comune incontra nuove maglie legislative, il rischio è che la complessità burocratica finisca per gravare sulle spalle dei cittadini più fragili. È partendo da questa riflessione che lunedì 16 febbraio 2026, la sede dell’Associazione APS AUSER “Amici del Peperoncino” di Lucera si è riempita di cittadini, tecnici e rappresentanti istituzionali per un incontro che ha provato a fare luce sulle ombre della nuova Legge Regionale n. 7/2025.

Un ponte tra informazione e cittadinanza.
L’iniziativa non è nata per caso. L’Auser di Lucera, guidata dal presidente Antonio Fusco, da anni opera come un pilastro per l’invecchiamento attivo e la solidarietà sociale. Proprio questa vocazione ha spinto l’associazione a farsi carico di un tema tecnico come la regolarizzazione dei pozzi, vedendo in esso una potenziale minaccia per gli utenti domestici e gli anziani che presidiano le campagne e i piccoli borghi.
L’incontro è stato strutturato in due momenti chiave, quasi a voler offrire prima la “cassetta degli attrezzi” informativa e poi lo spazio per il confronto politico.

La sfida della regolarizzazione.
La prima parte della serata è stata un faccia a faccia con la tecnica. Massimo Di Corato, referente della Provincia di Foggia per le concessioni e le autorizzazioni idriche, ha illustrato i dettagli del nuovo bando regionale. Il focus è stato chiaro: capire come muoversi tra i nuovi obblighi senza incorrere in sanzioni. I quesiti del pubblico hanno evidenziato una preoccupazione diffusa: il timore che una norma nata per “mettere ordine” possa tradursi in costi insostenibili per chi possiede un piccolo pozzo ad uso domestico o irriguo.

Analisi critica e proposte di modifica.
Dalle informazioni tecniche si è passati all’analisi politica. L’agronomo Vittorio D’Alessandro, esperto dell’Auser, ha messo in guardia sull’impatto che queste procedure avranno sul mantenimento dei territori. A fargli eco, Giosuè Del Vecchio (Provincia di Foggia) ha sottolineato come la valorizzazione dell’agricoltura e la tutela delle risorse idriche debbano andare di pari passo, evitando di penalizzare i produttori locali. Da Lucera, ha spiegato, parte una nuova rivoluzione dal basso: i cittadini, le aziende, gli agricoltori e gli allevatori ne hanno bisogno, ma il servizio va assolutamente gestito in maniera più oculata.
L’intervento più atteso è stato quello di Antonio Tutolo, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Puglia. Tutolo ha raccolto le critiche emerse, ribadendo la necessità di rendere la gestione dell’acqua più equa e sostenibile, aprendo alla possibilità di avanzare modifiche concrete alla legge regionale per adattarla alle reali esigenze dei cittadini pugliesi.
Il grido d’allarme: “L’acqua riguarda tutti”.
Il messaggio finale dell’Auser “Amici del Peperoncino” è un monito che risuona ben oltre le mura di via Pietro d’Angicourt: la normativa sull’acqua non è un affare riservato esclusivamente agli agricoltori. Colpisce ogni cittadino e, soprattutto, rischia di indebolire quelle realtà associative e quegli anziani che, con il loro lavoro quotidiano, impediscono l’abbandono delle terre.
La partecipazione massiccia all’evento del 16 febbraio ha dimostrato che la cittadinanza è pronta a far sentire la propria voce. Non si tratta solo di pozzi e autorizzazioni, ma di difendere un modello di gestione del territorio che sia rispettoso delle persone e delle risorse fondamentali per il futuro della Daunia.


Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
