Il sacerdote Pietro Ricci nacque il 25 Aprile 1847 a Rignano Garganico (Foggia), pochi chilometri da san Giovanni Rotondo, ed ivi morì il 24 Aprile 1920.
Fraternizzava con i cappuccini del convento di Sant’Anna di Foggia e del convento di Santa Maria Delle Grazie di San Giovanni Rotondo, e riceveva in canonica sempre cordialmente il fratello questuante, che era anche il tramite tra lui e i cappuccini. Dalla familiarità con i religiosi non mancò certamente l’occasione di sentir parlar del Padre Pio, trasferendosi dalla natia Pietrelcina a Foggia nei primi del 1916; e tra i due fin all’agosto di quell’anno ebbe inizio una fraterna e cordiale amicizia ben documentata da questa corrispondenza, alla quale può ben premettersi come lemma il preambolo alla lettera del 10 agosto 1918: “la vostra lettera mi ha commosso superlativamente; in essa non so più cosa ammirare se la vostra carità o la vostra sincerità e cordiale amicizia verso la mia povera persona che nulla ha fatto per meritare sì squisita benevolenza”. Infatti don Ricci dà prove in equivoche della sua amicizia, carità e benevolenza, pure in modo tangibile con doni e regali, ed anche alla comunità cappuccina.
La stima e venerazione di Padre Pio è evidente ed è espressa in frasi come questa: “con profonda stima vi riverisco e nel dolcissimo Gesù mi dico”; “mi vado sforzando di tutto rimediare con la povera preghiera”; “vi bacio la mano e fraternamente vi abbraccio”; “ con ogni stima vi abbraccio e vi bacio”.
Non meno commoventi e significanti d’affetto sono le frasi dedicate ai bambini della famiglia Ricci che si ripetono in quasi tutte le lettere: “bacio affettuosamente tutti i bambini”, “bacio e benedico di cuore i bambini”, “infinite carezze ai bambini”, “bacio e benedico i nostri carissimi bambini”, “bacio e mando infinite benedizioni e carezze ai bambini”.
Da notarsi poi, in questa sommaria sintesi, l’aspetto spirituale di tutta la corrispondenza: “Io vi desidero il colmo della santità nelle viscere di Gesù”; “Felicissime nel Signore le feste del Santo Bambino, mentre io lo pregherò a voler ritemprare i loro cuori [dei familiari] nel fuoco del divino amore, adornandoli delle più elette virtù”.
Foggia, 10 agosto 1916
“La grazia di conoscervi personalmente”. – “ Non condivido con voi il mio modo di vedere”. – “ Vi fo tenere alcune medagline”.
J.M.J,D.F.C.
Reverendissimo signore,
Gesù sia sempre con voi e vi faccia santo!
Sono lietissimo della grazia divina di aver conosciuto i vostri ambiti e preziosi caratteri. Piaccia al buon Dio darmi anche l’altra grazia di conoscervi personalmente.
Nella mia indegnità non cesserò da questo momento di far sempre continua memoria davanti a Gesù di voi e di tutte quelle persone da voi raccomandatemi, sicuro che anche voi non mi dimenticherete nelle vostre fervide preghiere.
Riguardo a ciò che mi chiedete non condivido affatto con voi il mio modo di vedere. Regolatevi del resto come meglio vi aggrada nel Signore.
A mezzo del porgitore della presente vi fo tenere alcune medagline assieme ad alcune figurine e dovete compatirmi se non posso disporre di altro perché presentemente non ne ho.
Con profonda stima vi riverisco e nel dolcissimo Gesù mi dico
Vostro devotissimo servo
F. Pio, cappuccino.
San Giovanni Rotondo, 2 novembre 1916
“ Piaccia a Dio renderci degni della gloria eterna”. –
“ Le due Ave Maria con i due Gloria Patri”. – “ La miracolosa acqua della bella Vergine di Lourdes” . – “Affinché non addivenga a lui infedele” .
Stimatissimo don Pietro,
profitto di questa bellissima occasione che Gesù mi offre per presentarvi i miei profondi ossequi, e per assicurarvi in pari tempo che non cesso giammai di fare continua memoria di voi e di tutte le persone a voi care davanti a Gesù Piaccia a Dio ed alla Vergine santissima renderci degni della gloria eterna.
Ho cominciato a recitarvi le due Ave Maria con i due Gloria Patri per i vostri bisogni spirituali e corporali e sono risolutamente deciso a continuare per sempre.
A me mancano le parole per potervi degnamente ringraziare del fastidio presovi nell’inviarmi i fazzoletti, non che per la miracolosa acqua della bella Vergine di Lourdes. Mi vado sforzando di rimediare a tutto con la povera preghiera. Gesù vi rinumeri a cento doppi di tanta vostra fiorita carità.
Nella speranza e con la fiducia che anche voi mi preghiate il buon Dio, affinché l’anima mia non addivenga a lui infedele, con grandissima stima passo a salutarvi nel bacio santo del Signore.
Vostro umile servo
F. Pio, cappuccino.
San Giovanni Rotondo, 7 gennaio 1917
“ Vivamente compenetrato delle sventure che sogliono visitare i vostri cari”. – “ Nutro fiducia che Gesù voglia consolarvi”. – “Continuate ad usarmi la carità”.
J.M.J.D.F.C.
Stimatissimo don Pietro,
Gesù possegga sempre il vostro cuore e vi dia la grazia di possederlo eternamente nella gloria!
Ritornando ieri sera, dopo un lungo mese d’assenza per ragioni di servizio militare, trovo giacente sul tavolino assieme ad altre corrispondenze la vostra pregiatissima lettera. Mi affretto perciò a darvi sollecito riscontro significandovi che sono vivamente compenetrato delle sventure che sogliono visitare i vostri cari congiunti.
Non ho mancato mai da che ebbi la fortuna di conoscervi di sempre raccomandarvi al buon Dio nelle mie povere sì, ma pure assidue preghiere. Ho pregato pure secondo tutti quei fini da voi voluti e vi assicuro di raddoppiare le mie preghiere per voi e per le persone a voi care, e nutro fiducia che Gesù voglia consolarvi.
La mia dimora è stata fissata qui dal p. provinciale perché he conosciuto che questo clima è di giovamento al mio fisico. Quindi fateci qualche sorpresa quando il Signore ci regalerà qualche bella giornata. Qui tutti vi ricordiamo con affetto.
Continuate ad usarmi la carità che mi avete usata per l’addietro col ricordarmi nel tesoro delle vostre preghiere, ed anche io non cesserò giammai di far continua memoria di voi davanti a Gesù.
Con ogni stima vi bacio la mano e fraternamente va abbraccio.
Sempre vostro aff.mo amico di Gesù
F. Pio, Sacerdote cappuccino.
San Giovanni Rotondo, 6 marzo 1917
“ Sono superlativamente lieto”. – “ Una malattia mortale”. – “ Vi abbraccio cordialmente”.
J.M.J.D.F.C.
Carissimo don Pietro,
Gesù continui a possedere completamente il vostro cuore fino alla trasformazione in lui nella patria celeste!
Sono superlativamente lieto della grazia divina nel rivedere i vostri ambiti e preziosi caratteri. Piaccia a Dio renderci degni della gloria eterna e darmi la dolce soddisfazione di abbracciarvi quando a lui piacerà.
Come vedete, io mi trovo ancora di residenza qui e non mai si è parlato e né vi è il progetto di farmi cambiare residenza. Veramente poco è mancato che non avessi mutato stanza, non già coll’andare a Benevento, ma piuttosto in paradiso, avendo fatto una malattia mortale. Ma Gesù non volle e fiat!
Nella speranza di rivedervi di nuovo, vi rimetto gli ossequi di tutta questa religiosa famiglia, specie di questo mio superiore. Vi abbraccio cordialmente, raccomandandomi sempre alla vostre preghiere, come assiduamente fo lo stesso io per voi e per tutte le persone da voi presentatemi,
vostro affezionatissimo
Fra Pio, cappuccino
San Giovanni Rotondo, 22 aprile 1917
“ Vivissimi ringraziamenti”. – “moltissimi anni pieni di ogni virtù”. – “ A tanto intercessore nulla si nega”. – “ Non verrò meno nelle prescrizioni da voi fattemi”.
J.M.J.D.F.C.
Stimatissimi don Pietro,
il risorto Signore vi porti i miei vivissimi ringraziamenti per l’affetto che mi portate, non che per le notizie regalatemi nell’ultima vostra e nella precedente postale da me tanto gradite. Gesù vi porti ancora i miei voti continui che fo davanti a lui per voi e per tutte quelle anime che vi appartengono, concedendo a voi ad a loro tutte le grazie celesti.
Nel giorno del vostro prossimo compleanno non mancherò, nella mia indegnità, di pregare di divina bontà del Padre celeste, affinché vi conservi ancora per moltissimi anni, pieni di ogni eletta virtù, all’affetto dei vostri perenti e delle persone che sinceramente vi amano davanti al Signore. Ho notificato al mio superire il vostro caritatevole disegno ed egli annuisce volentieri a tutto. A tanto intercessore nulla si nega. Vi prego però a voler rimandare più in là questa gita. Dal sei maggio in poi sono tutto a vostra disposizione. Mi sono permesso di fare questa restrizione perché il guardiano, non avendo chi mi sostituisca nella direzione di questi collegiali.
proprio in questi giorni deve assentarsi e sarà di ritorno non più in là del cinque maggio. Durante la sua assenza non posso di qui allontanarmi.
Piaccia al buon Dio far ritornare il bel tempo ed intanto non dubitare che non varrò meno nelle prescrizioni da voi fatemi, e che io ho già accettato volentieri.
Il p. guardiano e tutta la religiosa famiglia vi ossequiano cordialmente.
Con ogni stima vi abbraccio e vi bacio, augurandovi ogni bene dall’Alto.
Vostro affezionatissimo amico
F. Pio, cappuccino.
DALL’ARCHIVIO DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE TONINO DEL VECCHIO

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.
