In occasione del 16° congresso nazionale dell’ ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), assemblea anche a San Marco in Lamis, città natale del suo illustre segretario provinciale.

Il riferimento è a Michele Galante, già deputato, dirigente del PCI e sindaco della città. Ovviamente l’assise, convocata, Mercoledì 24 Novembre, alle ore 18.00, provvederà a rinnovare o a confermare l’attuale dirigenza locale, retta da Antonio Cera, segretario uscente del sodalizio, già dirigente scolastico di lungo corso, amministratore pubblico ed esponente politico di primo piano prima nel PCI e successivamente nelle sue diverse trasformazioni e denominazioni fino al PD. Concluderà Michele Casalucci della segreteria provinciale del sodalizio in parola.

I lavori assembleari avranno luogo nell’accogliente e riservato Auditorium di Arte Facendo con affaccio nella centralissima e frequentata Villetta Comunale. Luogo culturale quest’ultimo, animato da Ludovico Delle Vergini e da altri giovani studenti e laureati. Temi in discussione sono i valori della resistenza e dell’antifascismo coltivati dal popolo democratico e contenuti nella Costituzione Repubblicana, di tanto in tanto messi in crisi.

Di certo non mancherà Galante, assiduo presenzialista quando si tratta di manifestazioni dal contenuto prevalentemente politico e culturale, a meno che impegnato nel Capoluogo, dove vive ed opera da vari anni, in attività sensibili sul piano educativo e culturale sul medesimo tema di fondo. Altresì, saranno presentigli amministratori locali guidati dal sindaco Michele Merla e i rappresentanti delle forze politiche ed associazionistiche.

L’antifascismo a San Marco ha avuto costantemente accaniti seguaci sia durante il ventennio sia dopo, in virtù dei tanti protagonisti sia sul fronte democristiano sia in quello socialista, comunista e laico – liberale, come è testimoniato in un libro sulla storia politica locale del medesimo Galante, autore di un libro sulla storia del Partito Socialista locale, edito qualche anno fa.

C’è di più. Tantissimi militari del posto e dintorni hanno avuto modo di combattere per la liberazione dopo l’8 settembre ‘43, in Albania e in Grecia. Su questo continuano gli studi e ricerche degli studiosi locali e non. Al riguardo chi scrive ha avuto modo di raccogliere una testimonianza diretta da un ex-scampato dall’affondamento della Nave Sinfra a Creta, dopo l’8 settembre, salvato dai partigiani greci e rientrato in Italia, dopo aver lottato contro i Tedeschi in quelle terre. Il tutto di prossima pubblicazione.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.