Crescente successo di pubblico e di critica per la mostra retrospettiva in ricordo di Nick Petruccelli, a San Marco in Lamis. La stessa, come noto, intitolata “Magia della materia e speranza cristiana dell’Uomo”, è in corso dal 23 dicembre , e vi resterà, sino al 4 gennaio dell’anno nuovo, presso l’Istituto scolastico comprensivo “San Giovanni Bosco – De Carolis”, ubicato in Via Dante, una del cuore attivo e centralissimo della città.

La gente vi va non solo per ammirare le sue opere d’arte selezionate, ma soprattutto per cogliere in esse la profonda umanità e i sentimenti. Ed è proprio in conformità di questo concetto, che la figlia Rosalba, giovane medico, ha fatto il suo intervento conclusivo, dividendosi il carico con la sorella Liana che, insieme agli altri (Matteo Coco, moderatore e responsabile del CDEC, Michelina Iannantuono per la scuola ospitante, Sacha De Giovanni, consigliere comunale, Felice Nardella, grafico ed allestitore e Sergio D’Amaro, nella sua duplice veste di organizzatore e curatore del catalogo, assieme a Gaetano Cristino e a Gianfranco Piemontese) hanno inaugurato l’evento.

Ecco il ‘registrato’ in parola che è stato accolto e applaudito con calore dal pubblico presente:

“Ringrazio innanzitutto i presenti perché il vostro essere qui, oggi, è per me prezioso e rimarrete sempre nel mio cuore. Voglio ringraziare tutti voi relatori, quali amici, perché proprio questo sentimento è stato il motore che ci ha permesso di essere qui oggi, ha reso possibile la realizzazione di questo catalogo e spero di cuore che resterà sempre vivo in futuro.
Mio padre vi direbbe grazie e abbraccerebbe ognuno di voi. Non voglio aggiungere nulla a quanto già detto, perché siete stati splendidamente completi nel descrivere, sia dal punto di vista artistico, sia spirituale, quella che era l’idea di mio padre e rischierei di essere ripetitiva.
Sento però dentro di me tutti i giorni una sofferenza: quando ascolto il telegiornale, quando osservo tutto quello che ci sta succedendo, sono consapevole che tutti i drammi che stiamo vivendo sono già presenti nelle opere di mio padre da sempre e vorrei che tutti potessero venirne a conoscenza. Ci tenevo pertanto a sottolineare che queste opere non sono solamente attuali, ma a volte anche profetiche.
Mio padre già da molto tempo poneva l’attenzione su determinati argomenti che oggi ci sovrastano e forse lo faranno sempre di più: la guerra, l’inquinamento, il consumismo, le mode, ecc.., sono tematiche che lui ha sempre toccato; forse da un trentennio o anche di più, anche quando per scomodità spesso giravamo la testa dall’altra parte; cosa che adesso non possiamo più fare, perché ormai ci troviamo sommersi da questi drammi.
Pertanto con questo mio breve intervento voglio sensibilizzare chi può, chi ha i mezzi, per dirgli che l’arte di mio padre non può restare nascosta in un museo chiuso, in una stanza o dovunque si trovi, perché quest’arte è fatta per parlare ai giovani, ma anche ai meno giovani, perché ce n’è tanto bisogno.
Tutti possono ricevere lo splendido messaggio che quest’arte racchiude e come avete fatto giustamente notare in essa c’è anche già la soluzione a questi drammi, che mio padre vedeva nella sofferenza seguita dalla resurrezione, poiché era un uomo di forte spiritualità.
Nelle sue opere c’è pertanto la denuncia, ma anche un messaggio di speranza: non è un’arte fine a sé stessa, non è un’arte che porta alla disperazione; ma è un’arte che denuncia, sensibilizza e propone.
È proprio per tutto questo io rilancio l’appello a chi può: a chi può aiutarci a rendere l’arte di mio padre pubblica, di tutti, del territorio e di chi la merita (Rosalba Petruccelli)”.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.