Foggia, panorama

 A salutare il rientro alla quasi normalità dell’essere e del vivere quotidiano di tutti gli Italiani, dopo l’emergenza Coronavirus, saranno i Beni Culturali. Gli stessi saranno  riaperti al pubblico dopo tre mesi e passa di segregazione in casa, in ogni luogo dello Stivale.

Tutto questo coincide con il 2 giugno, festa della Repubblica che, per l’occasione sarà avvertita con particolare interesse. E questo perché la nazione riassapora la libertà di spirito e di movimento.  In particolare ad essere ricercati saranno i Beni scelti dalla Fai, tra i tra i luoghi cosiddetti del cuore, perché i più votati  del territorio.  Di essi se ne contano a centinaia a centinaia, rappresentanti il nostro inestimabile patrimonio storico, artistico e paesaggistico tra i più ricchi ed originali del mondo.  Peraltro in essi risiede e si riconosce l’intera nazione. Per l’occasione medici, infermieri ed operatori sanitari, secondo quanto ha stabilito ‘organizzazione, che  parteciperanno agli eventi in programma in ogni parte del Paese riceveranno in regalo una tessera di iscrizione al FAI. E questo a significare la gratitudine degli Italiani verso chi si è battuto in prima linea durante l’emergenza sanitaria, con la quale continueremo ancora a convivere sino a quando non si troverà il vaccino che segnerà la definitiva sconfitta  del micidiale Virus. L’evento odierno è assai avvertito, a Rignano Garganico, perché è un piccolo centro ben fornito di beni sia culturali, sia paesaggistici. Nel primo casa, basta citare il ben conservato Borgo antico di origine e fattura medievale e il noto sito paleolitico di Grotta Paglicci, pronto ad horas ad aprire il Museo, già messo a punto da tempo. Nell’altro caso, basta guardarsi intorno. Dalla sua sommità si ammira il più esteso panorama del Tavoliere sottostante. A pochi chilometri dal paese ci si imbatte nella Dolina Centopozzi, la seconda del Gargano, dopo Pozzatina, ricca di una decina di pozzi di acqua sorgiva e piovana. Un tempo serbatoio idrico tra i più importanti della zona.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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