Un momento della presentazione del volume di Antonio Del Vecchio.

Presentato ieri sera a Rignano Garganico l’ultimo lavoro editoriale di Antonio Del Vecchio, giornalista, storico e scrittore. Una vera e propria apoteosi per il “Ritratto del giovane Ottavio”, nonostante il Covid.

Nonostante i distanziamenti anti-Covid-19 vi è  stata una vera e propria apoteosi per la presentazione del romanzo “Ritratto del giovane Ottavio”, a Rignano Garganico. Lo è stato soprattutto per il suo autore, Antonio Del Vecchio, penna fine del giornalismo e prolifico scrittore di opere varie, dalla storia locale alle tradizioni, dall’emigrazione alle biografie degli uomini illustri di ieri e di oggi. La copertina del volume è stata disegnata appositamente dall’artista Giovanna Mele, di origini salentine.

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Oltre 150 persone presenti in platea provenienti da ogni dove. Tra l’altro il preside e dirigente scolastico di lungo corso, come Raffaele Cera, scrittore e saggista di rilievo, il collega Matteo Coco, docente e scrittore anche lui e Cosma Siani, docente di Italianistica all’Università Tor Vergata di Roma, autore di tanti libri, universalmente ritenuto il maggiore studioso e traduttore di Joseph Tusiani, letterato e latinista Italo-americano sommo da poco scomparso.

A cominciare sono stati Saverio Serlenga, giornalista, e Angelo Mastrillo, giornalista e docente dell’Università di Bologna, che hanno condotto con grazia ed empatia i lavori dall’inizio alla fine.

Dopo di loro i saluti del sindaco Luigi Di Fiore, che ha parlato di fierezza nel presentare un volume così importante per la letteratura e la storia del più piccolo comune del Gargano e per l’intera Montagna del Sole.

La prima a relazionare sul tema è stata Adriana Ponziano, docente e critica di materie letterarie in quel di Roma, che ha commentato passo per passo il libro, sottolineando di esso  i vari pregi e le originalità di stile e di contenuto e riconoscendo le sue radici non troppo lontane del protagonista di tante storie.

Lo ha seguito a ruota, Mariantonietta Di Sabato, giornalista non nuova nel campo della critica letteraria di casa nostra. Tra l’altro, oltre al valore comunicativo del linguaggio, ha apprezzato moltissimo il contenuto, in specie la personalità di Ottavio, definito un Don Giovanni “buono” dei nostri tempi: “più che conquistare – ha affermato lei – è rimasto puntualmente conquistato con avventure iniziate e mai finite. Pertanto, a suo dire, le vere protagoniste delle storie narrate sono state proprio le donne. Ra l’altro ci ha visto in queste pagine “poco Gargano”, a differenza del sottotitolo.

Di parere contrario, Giorgio Soldano, che, invece, ha elencato un numero considerevoli di località ambienti e tempi attinenti, affermando che l’autore con il suo linguaggio piano e l’autoironia si fa leggere volentieri ed attrarre in tutte le situazioni narrate. Da qui la sicura ‘fortuna’ dell’opera.

E’ stata, poi, la volta di Franco Ferrara, poeta e coordinatore del gruppo “I Poeti del Gargano”, che ne ha tessuto le lodi dell’autore in una rimata lirica biografica, soffermando si poi a leggere il racconto su “Scherzi di fame arretrata” che ha sollevato sorrisi ed applausi da ogni parte.

Molto seguito l’intervento di Luigi Ciavarella, esperto di musica e giornalista molto seguito sul web, che si è intrattenuto sull’ambta artistico-canoro presente nel volume illustrando l’importanza di pezzi storici italiani e stranieri che hanno costruito e identificato epoche differenti, che vanno dagli Anni 50’ agli Anni 70’.

Altrettanto, ha fatto pure Luisa Bergantino, con la lettura del “Pacco con il telefono”. Dopo di che ha preso la parola Claudio Lecci, questore in pensione della Polizia di Stato, nonché vincitore del premio letterario “Alda Merina” con  il suo romanzo “Stasera viene il mare”, .scritto a due mani con la collega Mariella Di Monte (presente in sala). Il primo foggiano, l’altra di San Severo, dove vive, sposata con la famiglia. Lecci si è detto soddisfatto di aver partecipato all’iniziativa che nel proseguire  il racconto del ‘Gargano Segreto” di Pasquale Soccio, rende ulteriormente lustro il territorio. Discorso, quest’ultimo, che egli intende affinare ed arricchire con altre iniziative di spessore, impegnato com’è quale presidente della benefica Fondazione Culturale “Soccio”, attiva nella vicina San Marco in Lamis.

Quindi, è salito in cattedra per i saluti, il presidente della Pro Loco, Pietro Bergantino, che si è compiaciuto  per una iniziativa che arricchisce il bagaglio culturale della cittadina. Dopo di che è intervenuto Tonino Paglia, presidente dell’Associazione RignanoNostra.it, che ha lanciato il progetto di rilancio culturale del territorio, allargando il raggio di azione sull’Ambiente, il verde e la cultura delle erbe anche ad altre realtà del Gargano.

Il tutto si è concluso con l’intervento dell’autore Antonio Del Vecchio, che ha ringraziato vivamente le Forze dell’ordine  e i volontari della Protezione Civile per l’ordine mantenuto in sala e le associazioni organizzatrici, tra cui la stessa Pro Loco, il Circolo Culturale” Giulio Ricci”, promotore dell’evento, unitamente alle Associazioni Talia, RignanoNostra.itCerchi di Vita e le altre, promettendoci di regalarci un’altra chicca a Natale con la riedizione del volume “Io Parto non so se ritorno” sulla II Guerra Mondiale, ampliato di altre storie e precisazioni per più di cento pagine.

Ad Maiora!

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Di Redazione

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