Si fa sempre più duro il confronto tra maggioranza ed opposizione a Rignano Garganico. La prima, a guida del riconfermato sindaco Luigi Di Fiore, che, come noto, a nome e per conto del movimento “Rignano che vorrei”, ha fatto il pieno alle elezioni di giugno scorso e l’altra composta dai consiglieri Emanuele Di Fiore, Giosuè Del Vecchio e Matteo Stanco. I primi due in rappresentanza della lista “Viva Rignano Viva” e l’altro di “Uniti per Rignano”, entrambe sconfitte, seppure insieme rappresentanti la maggioranza degli elettori (le opposizioni da qualche settimana, va detto, hanno iniziato a collaborare assieme per costruire una alternativa all’attuale governo di città).

É un irrigidimento giudicato da molti irrazionale e contraddittorio, specie da chi aveva accolto con giubilo la prima dichiarazione a caldo rilasciata dal primo cittadino Di Fiore all’indomani della citata vittoria elettorale, che, come si ricorderà, aveva raccomandato di mettere da parte i dissidi della campagna elettorale e a lavorare assieme per il bene del paese. E questo, data la piccolezza del paese e l’esiguità di tecnici e politici all’altezza del compito. 

A distanziare i due fronti, comunque, è stato il rinvio all’ultimo accapo del primo punto, quello solitamente sfruttato dall’opposizione per presentare interrogazioni, mozioni e documenti critici in genere. Da qui la presentazione, a conclusione dei lavori, di una “interrogazione a risposta scritta”, da parte dei suddetti consiglieri, con la quale si chiede al primo cittadino di riferire in merito alla mancata demolizione dei ponti sommergibili tuttora presenti nell’alveo del Triolo e in quello del Candelaro, pur costituendo questi ultimi un grave ostacolo al deflusso delle acque che nei periodi di piena innescano allagamenti nei terreni circostanti, nonché di mancato o incrementato finanziamento delle opere. 

Tutto questo, ad onor di cronaca, sarebbe già accaduto, anni addietro, allorché andarono sott’acqua l’intera zona della contrada Piccirilli, unitamente alla contigua piana di Cappelli-Pescorosso, generando quasi un lago, accresciuto com’era dall’interrotta pioggia e dai canali colmi di acqua e detriti che scendevano dalla montagna. Si chiede, inoltre, all’interrogato di “chiarire le motivazioni che hanno permesso di non manutenzionare il ponte esistente sulla viabilità comunale di Mezzanagrande”. 

Prima di questo scritto, come già accennato, a scaldare la discussione aveva già provveduto il citato oppositore Emanuele Di Fiore, che aveva accusato il sindaco di una presunta “tuttologia”, intervenendo ad illustrare anche gli argomenti dei suoi consiglieri delegati. Il Del Vecchio dal canto suo si era lamentato del mancato coinvolgimento dell’opposizione in tutte le iniziative tenutesi negli ultimi tempi. Tra l’altro, quella del 4 novembre e dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale, il cui contenuto e motivazione sarebbe passato completamente sotto silenzio.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.